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Una nuova vita per l’ex villaggio Enel
16 gennaio 2009 alle 10:00:30


Il villaggio ex Enel rivive

Il villaggio ex Enel rivive dopo la privatizzazione e l’abbandono. Un villaggio elettrico. Perché ha ospitato, negli anni Sessanta, tecnici, funzionari e lavoratori delle società che costruirono la centrale idroelettrica del Taloro, a valle del Lago di Gusana e a monte di quello del Cucchinadorza. Anzi vicinissimo al Cucchinadorza, raggiungibile dalla provinciale Olzai-Teti attraverso una breve bretella d’asfalto lungo la strada che porta a Ovodda. Il villaggio era finito nelle mani di una società immobiliare del continente. Che non lo utilizzò per nessuna finalità.
Un piccolo agglomerato di edifici che è rimasto per anni avvolto dal silenzio. Ora rivivrà, appunto, dopo che nel mese di dicembre scorso è stato acquistato dalla BimGas in nome e per conto del Consorzio Bim (Bacino imbrifero montano) del Taloro.
Una società pubblico-privata, la BimGas, perché è stata costituita, oltre dieci anni fa, dallo stesso consorzio imbrifero che comprende tredici comuni e alcune società imprenditoriali coinvolte dallo stesso ente sovracomunale per la realizzazione della rete del gas propano in tutti i tredici paesi.
La rete ha già attraversato tutte le principali strade dei comuni consortili e la BimGas è diventata di casa nei paesi della Sardegna Centrale. Ora è proprietaria anche del Villaggio Taloro, come viene comunemente chiamato per la vicinanza all’omonima centrale idroelettrica.
L’agglomerato sorge in territorio di Ollolai, vicinissimo ai confini di quelli di Ovodda e Teti. Il “villaggio dimenticato” veniva visitato forse soltanto una volta all’anno in occasione della “Festa dell’Energia” che l’Enel organizza in primavera per aprire proprio i sentieri del Taloro e Cucchinadorza. Ora rivivrà per sempre.
«Il bene immobiliare - è il racconto riepilogativo che fa Efisio Arbau, attuale presidente del consorzio Bim - è stato costruito negli anni Sessanta per alloggiare i funzionari Enel e le loro famiglie durante i lavori di realizzazione della centrale idroelettrica. Nel piccolo aggregato sussistono una decina di abitazioni, una chiesa, una scuola, un asilo e un cineteatro. Un villaggio nel vero senso della parola, autosufficiente - sottolinea Arbau - che ha svolto un ruolo di socialità per tutti i paesi del Bim».
Caduto in abbandono e in mano ai vandali, era da molto tempo sotto l’attenzione di tutte le amministrazioni del territorio per una serie di progetti di sviluppo locale. L’acquisto fa parte di un progetto che prevede la trasformazione del bene in un “villaggio energetico”, con piccole pale eoliche, pannelli solari, impianti per biomasse, case passive (con materiali per il risparmio dell’energia) e strumenti per le dimostrazioni scolastiche.
«L’obiettivo - sottolineano al consorzio Bim - è quello di realizzare un forte attrattore per tutto il territorio per le scolaresche e il turismo ambientale da sempre in forte crescita».
Da villaggio elettrico diventerà, quindi, villaggio energetico. E capolinea dei sentieri del Taloro.
«Per il territorio - prosegue il presidente del Consorzio del Taloro - si tratta di una conquista importante con il superamento di una servitù pluridecennale e la valorizzazione di un luogo neutro appartenente a tutte le comunità». fonte stampa locale

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